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uprooted,
dispersed, disrupted across space-time |
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Volcano è un progetto che nasce con l’idea di esaminare e contemplare le conseguenze che l’abbandono della propria terra provoca quando si è profondamente legati alla sua cultura e tradizioni. Tale progetto cerca di rappresentare e mettere insieme l’aspetto tecnologico e quello vulcanico sia nella fase di“eruzione” che in quella dello “spegnimento”. Questo progetto è stato elaborato nell’isola di Stromboli, luogo mitologico europeo che ha rappresentato per molti il punto di partenza per l’emigrazione verso l’Australia, inclusa quella del nonno di Maria, Giuseppe Russo, che aveva un legame cosi forte con la sua terra da rappresentarne il suo ricordo principale, come se il resto del mondo si fosse affossato e lui lo avesse perso di vista. In diversi punti di questo paesaggio da cartolina dall’aspetto montagnoso e dai colori quasi astratti sono stati situati molteplici monitor che riprendono una terra a volte tranquilla ma altre volte agitata a causa delle eruzioni del vulcano. Di cosa si tratta? Sono queste solo delle immagini fotografiche o sono soltanto le visioni dei ricordi di Giuseppe? Verso la fine di settembre del 1999 abbiamo fatto un viaggio in Stromboli, a largo delle coste italiane, e la prima cosa che ci ha colpito man mano che ci si avvicinava con la nave è stata non solo la perfetta forma di cono del vulcano che si erige dal mare, ma anche lo spettacolo naturale delle scintille e della lava che fuoriusciva dal vulcano. Stromboli
è una di quelle isole dimenticate del mediterraneo che solo raramente
è menzionata quando riemerge nei ricordi degli stessi occidentali.
Questa è l’isola in cui i personaggi di Giulio Verne si ritrovano
alla fine del loro viaggio alla ricerca del centro della terra. In quest’isola
Rossellini ha girato nel 1946 il film Stromboli dove la principale interprete,
Ingrid Bergman, è una donna del nord che ritrovandosi in quest’isola
alla fine viene a patti con la sua vita accettando la cultura e le tradizioni
del posto. Stromboli è citata anche nell’antica leggenda
mitologica di Thira:
La filosofia di Deleuze è stata quella che ha inspirato il nostro lavoro, cercando cioè di diventare un’enorme montagna che è lì ferma e che si muove ad ogni eruzione. Ma com’è possibile? . Abbiamo esaminato l’interattività stando lontano dagli schermi dove di solito lavoriamo, in questo caso interattività in uno spazio dove gli stessi visitatori sono fatti muovere attorno ad una stanza. Le animazioni, che hanno attratto sempre più la curiosità dei partecipanti, hanno agito come un vulcano, come delle immagini ferme in movimento. L’audio è stato “ lanciato come un sasso”. La stessa stanza era il loro terreno eruttivo. In Volcano
sono stati racimolati vecchi monitor, reliquie di un’epoca gia passata,
che ripetono continuamente la stessa immagine a volte dividendola in due
nello stesso monitor. Immagine che comunque non è mai la stessa
fra un monitor ed un altro visti i monitor utilizzati. Perfezione digitale?
Sicuramente non è questo il caso. Immagini ferme in movimento che
tremano come una montagna e che scorrendo fra i diversi monitor sembrano
voler giocare con il divario tecnologico esistente fra gli stessi, quasi
a voler ricordare il divario digitale. I monitor sono stati collocati
sul “terreno” spostando quindi il normale asse orizzontale
di visualizzazione, strategia questa che ha permesso un riferimento al
terreno eruttivo.In Volcano l’audio è piuttosto basso e quindi
circoscritto solo all’area dello speaker. Audio che salta fra i
diversi speaker riecheggiando in questo modo il gioco delle immagini che
saltano da un monitor all’altro. Audio che è stato lanciato
come un sasso nella leggenda mitologica di Hephaestus e che non permette
quindi di avere un punto stabile di vista/ascolto. In tale progetto sia
l’audio che le immagini riprodotte sono originarie dello Stromboli.
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This
work was assisted by the Australia Council, |
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